Il metodo dei "5 perchè?" e la Root Cause Analysis

Quando in azienda si presenta una criticità, sia qualunque natura essa sia (NC, problematiche di prodotto, guasti lungo le linee di produzione, infortuni,...), spesso la si bolla come incidente di percorso. Così facendo, non si dedica ne tempo ne risorse, ad analizzare nel dettaglio quali siano le reali cause dei problemi, permettendo che questi, prima o poi, si ripresentino.
In questo post, voglio introdurre un approccio molto semplice che può evitare che questo succeda, il metodo dei "5 perchè?" applicato alla Root Cause Analysis.

La Root Cause Analysis, o Analisi delle Cause alla Radice (a me piace di più la definizione in inglese), è un approccio pensato per indagare e categorizzare le cause di eventi che hanno un significativo impatto sulla sicurezza, salute, ambiente, qualità, affidabilità,...
In parole povere, la Root Cause Analysis è uno strumento progettato per aiutare a identificare non solo cosa e come si è verificato un evento, ma anche perché è successo. Solo quando si è in grado di determinare il motivo per cui un evento si è verificato essi saranno in grado di specificare le misure correttive attuabili che impediscono eventi futuri del tipo osservato.
Per un approfondimento, qui potete leggere un interessante articolo “Root Cause Analysis for Beginners” 
Lo strumento più semplice per andare a caccia della radice del problema è la tecnica dei “5 perché?”. Chiedere "Perché?" è la tecnica di apprendimento preferita da tutti i bambini di circa tre anni, che fanno impazzire i loro papà.
È però anche un semplice, ma allo stesso tempo, potente metodo per individuare e comprendere le aree di miglioramento.
La tecnica dei "5 Perché?" è utilizzata, nell’approccio Lean6Sigma” nella fase Analyze del circolo DMAIC (Definire, Misurare, Analizzare, Migliorare, Controllare). Questa tecnica  non richiede di conoscere e utilizzare complesse tecniche statistiche, ma solo voglia, e capacità, di approfondimento.

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