cinque caratteristiche essenziali di un sistema di gestione dei rischi

Ogni attività imprenditoriale porta con se una certa dose di rischio, per questo motivo, sta diventando sempre più importanti dotarsi di un Sistema di Gestione del Rischio (Risk Management). Lo dimostrano gli ultimi eventi dovuti alla volatilità di valuta e crollo dei prezzi del petrolio.
Inoltre, da un lato obblighi di legge (D.Lgs 231/01, D.Lgs 81/08,…) da un altro il recepimento volontario di sistemi gestionali come la Iso 9001 (che con la prossima revisione uscita a settembre 2015, introduce e integra logiche di Risk Management), ci portano a introdurre il tema della Gestione di Rischio in azienda.
L’Iso ha emesso una norma specifica, l’Iso 31000, che ci può supportare nello strutturare sistemi di Risk Management.

Con questo paper, mi piacerebbe dare una semplice guida a quelle che dovrebbero essere le caratteristiche di un Sistema di Gestione del Rischio.
Per mettere a punto un adeguato sistema di risk management, è necessario non trascurare nessuna di queste caratteristiche chiavi:
  1. Personalizzazione
  2. Misurazione
  3. Identificare in profondità le cause che portano a eventi di rischio
  4. Velocità di notifica dei fattori di rischio
  5. Gestione dei piani d’azione

Training World Class Manufactuiring

Dalle pagine del blog consulentewcm.com è possibili scaricare (clicca qui) una guida al miglioramento secondo l'approccio World Class Manufactuiring




Alcuni spunti sullo standard Kaizen nel WCM

A questo link, alcuni spunti sullo standard kaizen all'interno del World Class Manufacturing, ripresi dal blog ConsulenteWCM.
Buona lettura

L'approccio SMART per fissare obiettivi di miglioramento

L’utilizzo di indicatori per il monitoraggio e il governo dei processi sia una pratica utile è, ormai, un dato certo; poi, che tutte le organizzazioni utilizzino al meglio questi strumenti, è un altro discorso!

Le aziende che hanno fissato obiettivi specifici, di solito, hanno più successo di quelle che non lo fanno, per un semplice perché: misurando e verificando il raggiungimento degli obiettivi fissati, permette di governare al meglio il proprio business.

Quando si imposta un sistema di monitoraggio e controllo, ci si pone sempre il problema di fissare in modo corretto gli obiettivi.
Personalmente, nella mia esperienza professionale, ho sempre usato uno di questi due approcci:
  • Fissare ed utilizzare un benchmarking
  • Utilizzare al meglio il buonsenso

Il primo caso, come si può intuire, si fissa un obiettivo in funzione di un riferimento (benchmarking) ben preciso e condiviso, potrebbe essere un riferimento del specifico di settore, un riferimento rispetto il/i nostro/i concorrenti diretti, e così via. Come esempio porto il caso dell’OEE; nell’ambito della World Class Manufacturing (WCM), si ritiene che un’azienda possa essere eccellente, se ha un OEE (OEE=DxExQ) del 85%, così suddiviso: Disponibilità 90,0%, Efficienza 95,0% e Qualità 99,9%.

Il secondo caso, è un po’ più complesso, non fosse altro perché il buonsenso di ognuno di noi è profondamente diverso. Un modo efficace per impostare degli obiettivi di “buon senso” è quello di usare l’approccio SMART.

Un obiettivo è SMART, quando è Specifico (S), Misurabile (M), Attuabile (A), Realistico (R) e Temporalmente definito (T).

Utilizzare questo approccio è molto utile, perché un obiettivo “SMART” ha più probabilità di successo in quanto:
1.      è chiaro (Specifico) cioè si sa esattamente ciò che deve essere raggiunto.
2.    si può dire quando è stato raggiunto (Misurabile) perché si è identificato un’unità di misura specifica ed adeguata per per misurare il suo raggiungimento.
3.    è possibile che accada (Attuabile), perché si tratta di un obiettivo concreto. Da notare, che in alcuni ambienti la lettera A è anche usata per indicare l’ambizione di raggiungere un determinato obiettivo.
4.    sono stati valutati tutti i t fattori pertinenti oggettivi, come risorse e tempo, per assicurare che l’obiettivo fisato sia realistico .
5.    Infine l'elemento di tempo fornisce un termine che aiuta a concentrarsi sulle attività necessarie per raggiungere l'obiettivo. Questo evita di posporre il completamento delle attività .

Organizzazioni, imprese e singole persone impostano obiettivi tutti i giorni, spesso senza rendersene conto. Utilizzare il principio SMART, seguendo questa semplice guida, può essere un aiuto ad aumentare le loro possibilità di successo.

Per un approfondimento:
https://www.youtube.com/watch?v=0Mi9_XEXQqc

A questo link è possibile scaricare la versione PDF di questo post

Comprendere l'OEE (Overall Equipment Effectiveness)

Introduzione
L'utilizzo di KPI per monitorare l'andamento delle nostre attività è una pratica condivisa, anche se ancora non così diffusa a tutti i livelli.
Quando si affronta il problema di individuare gli indicatori più utili, sorgono sempre dubbi. Per le aziende manifatturiere, o assimilabili, ci sono tre parametri che non possono non essere monitorati: un indicatore della disponibilità del/degli impianti (o macchinari, attrezzature e altro ancora) utilizzati: un indicatore dell'efficienza degli stessi e un un indicatore della qualità che ottenuta.
Questi tre indicatori, confluiscono nellOEE (Overall Equipment Efficiency - EefficaciaComplessiva Impianto), un indicatore composto di primaria importanza, in quanto fornisce una valutazione complessiva delle prestazioni di un impianto produttivo, facendone emergere le reali prestazioni. Può essere calcolato sia per l’impianto produttivo nella sua globalità che per monitorare singole zone di attività (cella, linea, area o impianto), creando un metodo semplice e veloce per valutare se le prestazioni di una determinata area sono in linea con gli obiettivi.

La formula
OEE è l’acronimo di Overall Equipment Effectiveness ed è un importante indicatore per misurare l,eccellenza operativa. Ci sono diverse definizioni di OEE ma è ormai universalmente riconosciuta la metrica composita a base delle tre aree di prestazioni:
  1. disponibilità,
  2. efficienza
  3. qualità.



Questo ci dà la seguente Formula per il calcolo dell'OEE:

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